Il timo come erba benefica: alcune note
storiche
Gli Egizi mescolavano il timo agli unguenti per
le imbalsamazioni, i Greci ne usavano il
nettare per produrre il miele e riconoscevano al timo proprietà
benefiche nella cura delle "malattie di petto", mentre
iRomanigli attribuivano proprietà antidolorifiche e antisettiche
grazie alle quali conservavano gli alimenti. Proprio loro furono i
primi ad introdurre iltimo in cucina per profumare vini e bevande e
aromatizzare formaggi.
Nel Medioevoil timo si carica di significati simbolici. Per
tenere lontani gli incubi, si usava infatti
mettere sotto il cuscino un rametto di timo.
Le dame inoltre erano solite ricamare sulle insegne dei cavalieri
alcune piante di timo come segno di buon auspicio, e donare
loro un rametto affinché fossero protetti in
battaglia.
Pare che persino i montanari scozzesi bevessero
infusi di timo selvatico per prevenire incubi notturni e ridurre la
paura.
BOTANICA
Il timo, il cui nome scientifico
è Thymus vulgaris L., è un'erba aromatica
della famiglia delle Labiatae, originaria delle zone che si
affacciano sul Mediterraneo, molto ramificato,
legnoso nella parte inferiore, che può arrivare fino ai 40 cm di
altezza, con piccole foglie di colore grigio-verde
fortemente aromatiche e fiori, biancastri, rosei o lilla.
TIMO E BENESSERE
Le proprietà benefiche del timosono dovute prevalentemente agli
oli essenzialiquali il timolo, il carvacrolo, il cineolo, il
borneolo ed il linaiolo di cui i fiori e le foglie del timo sono
ricchi.
Tisane e
sciroppi a base di timo possono aiutare a
tonificare l'organismo, stimolando l'appetito e favorendo la
digestione. Inoltre, al timo si attribuiscono anche proprietà
balsamiche importanti per liberare le vie respiratorie
durante i freddi delle stagioni invernali.
Il decotto di timo, se spalmato sulla pelle, è
utile per distendere il viso e detergere la pelle in modo
naturale.
Per attivare il corpo e combattere la stanchezza si può usare
sul corpo l'olio essenziale di timo, durante un massaggio oppure in
aggiunta all'acqua durante il bagno.
TIMO IN CUCINA
Il timo è un' erba aromatica molto apprezzata
in cucina per ilsuo sapore aromaticoe per le vaste possibilità
d'impiego nellericette. Ingrediente fondamentale di minestre, sughi
e ripieni, è diffuso anche negli arrosti, grigliate, brasati,
panature, ricette di pesce, salse, insalate di pomodori e formaggi
freschi.
Il timo inoltre si abbina alle bevande come il vino, e viene
impiegato nella preparazione di liquori.
Infine il timo è una pianta aromaticafondamentale in alcune fra
le più note miscele di spezieed erbe aromatiche come le
erbe di Provenza, molto diffuse nella cucina
francese, la zahtar, miscela di spezie giordana
nella quale il timo è l'erba aromatica principale, e la
dukka egiziana, dove è unito al cumino e al
coriandolo.
Il timo non perde il proprio aroma caratteristico con
l'essiccazione, anzi, una volta essiccato il suo profumo
risulta ancora più intenso. In particolare, Cannamela®
sceglie solotimo di alta qualità, controllato e selezionato
direttamente nei paesi di origine, in modo che vengano preservate,
durante la raccolta e il processo di essicazione, tutte le note
aromatiche che ne caratterizzano il profumo e il tipico sapore.
CURIOSITÀ
La parolatimoderiva dal greco Thymòs e
significacoraggio. In passato infatti si pensava che il timo, forse
per il suo aroma tanto intenso e vigoroso, potesse infondere
coraggio, e per questo i soldati avevano l'abitudine di lavarsi con
acqua di timo prima diavventurarsi in un combattimento.
Il timo poi, insieme alla lavanda, al rosmarino e alla salvia, è
un ingrediente dell'aceto dei quattro ladroni, panacea universale
usata ancora oggi la cui scoperta ha origine lontane.
Secondo un'antica leggenda, durante la pestilenza che colpì Tolosa
nel 1630, quattro ladri, non tenendo conto del rischio di contagio,
entravano nelle case degli appestati per depredarli delle loro
ricchezze. Arrestati, furono condannati all'impiccagione, ma prima
di giustiziarli, un giudice intelligente e curioso chiese loro come
facessero a non essere contagiati, promettendo loro la grazia se
avessero rivelato l'interessante segreto. I ladri a quel punto
risposero che due volte al giorno si bagnavano i polsi e le tempie
con una miscela a base di erbe aromatiche, tra cui proprio il timo,
che da quel giorno prese il nome di aceto dei quattro ladroni.